Prefazione PREFAZIONE L'Editore L'EDITORE Al Lettore AL LETTORE Istruzione ISTRUZIONE Intro INTRODUZ.
Prefazione PREFAZIONE

Il Libro A P.G. di Cuneo tormentato dall'esito di un'impresa galante, la Sibilla risponde impietosa: "Sopra turbato il ciel sotto la terra che mai sarà gli dei ti muovon gerra". Più benevola consiglia a G.M. di Varese di comportarsi accortamente se vuole avere successo negli affari: "Per conseguirlo vegli studia e suda e non mostrar la veritade ignuda".
L'antica Sibilla che scriveva i responsi sulle foglie e le affidava al vento ha scoperto la stampa e si è incarnata in un soprano di teatri di provincia. Nessun linguaggio più di quello declamato dagli eroi dell'opera è idoneo a rinverdire la sua autorità. Le forze occulte per continuare a comunicare devono adeguare il loro bagaglio linguistico alle aspettative del pubblico. Gli spiriti di Shakespeare, di Platone o di Maometto si manifestano a Victor Hugo, che esule a Jersey interroga trepido il tavolino, parlandogli in francese, e in alessandrini per giunta, il metro prediletto dal poeta.
Le espressioni della Sibilla non devono essere molto lontane da quelle di Zaira, Merlina o Iginia, cartomanti, che nei loro salotti sommersi dai pizzi e dai fiori di cera cullano le inquietudini della fine del secolo. La fine dell'800 è un periodo d'oro per gli spiriti e i loro gestori. L'apostolato di Allan Kardek ha svelato la vera destinazione dei tavolini Luigi Filippo che si supponeva nati per sostenere pesanti tappeti e teiere panciute. La letteratura, anche quella non specifica di Elifas Levi o di Peladan, trasuda mistero.
Eusapia Palladino e la sua facoltà singolare sono argomento di polemica scientifica. In questo clima la Sibilla, che i più ritenevano vittima della presa del potere dei cristiani, avverte che la situazione è propizia per tornare a manifestarsi. La sua facoltà di vedere il futuro non la rende cieca di fronte al presente. Capisce che la vecchia Sibilla d'élite deve trasformarsi, adeguarsi alle esigenze di quella civiltà di massa che nella sua illimitata preveggenza deve avere intravisto fino agli ultimi sviluppi.
Sceglie di abbandonare l'usato rapporto diretto con l'interrogante per affidarsi alla stampa, un mezzo che le garantisce una vasta diffusione popolare e potenzia la sua autorità con la propria aura. Si appropria del linguaggio dell'opera quindi, poiché nessuno, neanche la Sibilla, può essere buon profeta per sé; si abbandona a immaginare il successo del nuovo negozio. Ha qualche rimorso perché non è che non sappia di aver dovuto sacrificare quel tanto di irripetibile che le risposte singole le consentivano, ma la coscienza di aver scritto ben mille coppie di endecasillabi, di averli smembrati e riordinati secondo un meccanismo degno del miglior enigmista la conforta. Se la metrica fosse una sua preoccupazione, avrebbe forse da rimproverarsi la qualità di qualcuno dei mille distici. Per fortuna il suo pubblico, abituato a ben altro, non fa caso a un verso che zoppica, purché la risposta sia chiara. La Sibilla si è adattata anche a questa esigenza: la profezia può non essere a tono (e la colpa è della domanda formulata male), ma non è mai evasiva. Le espressioni perentorie del melodramma non sono fatte per le sottili ambiguità della tradizione sibillina. Un oracolo che sceglie di essere popolare deve cantare chiaro a costo di sembrare brutale.




HOTEL LA SIBILLA CUSIANA
Via Provinciale, 48 - 28028 Pettenasco (No) - Lago d'Orta
Tel. (+39) 0323 888030 - Fax (+39) 0323 888598
P.I. 01812490033 - info@lasibillacusiana.com